Extended Mind
cog in action!

Povero Ellroy, poveri noi!

Violentato, stracciato, sfasciato, appallottolato, quindi reincollato e raffazzonato – Dalia Nera, il capolavoro del grande Ellroy, al cinema ha esalato il suo ultimo respiro. Morto di una morte violenta, quella imposta dal ritmo e dal tempo cinematografico che l’incolpevole (spero) DePalma ha in tutti i modi cercato di salvare mantenendo le scene clou di un livello che più sopraffino non si può, ma mandando letteralmente a puttane tutto il resto, offrendoci tra l’altro una coppia di attori che sembravano usciti da una pubblicità di Calvin Klein, e che probabilmente credevano di essere su un set fotografico – e non cinematografico – data la loro totale fissità espressiva. Due ore, tanto è bastato per uccidere i due colossi della tetralogia di Los Angeles firmata Ellroy: la prima vittima è stato L.A. Confidential, splendido nella prima ora (splendido perchè fedelissimo al romanzo), osceno nella seconda (osceno perchè il finale è stato accorciato per esigenze cinematografiche). Bene, pensavo che l’errore non si sarebbe ripetuto; e con me era d’accordo Ellroy, il quale affermò che dei suoi romanzi era meglio farne una serie televisiva, l’unico modo per renderli in tutta la loro selvaggia complessità. E invece no! Si decide di produrre Dalia Nera, il romanzo simbolo di un genere che sta tra l’hardboiled e il thriller e che ha illuminato decine e decine di nuovi autori; e questa volta, per di più, senza nemmeno provare a rimanere fedeli – non dico alla trama, è chiedere troppo – ma almeno al senso della storia… Insomma: vaffanculo. Vaffanculo perchè si vede benissimo che una volta che Dante Ferretti ha costruito la scenografia, a nessuno è più importato un cazzo di girare un film che avesse un minimo di carattere; vaffanculo perchè la Johansonn truccata da vamp fa scappare da ridere; vaffanculo perchè è l’ennesima volta che spendo 7 euri e cinquanta per poi bestemmiare come un caimano alla fine di un film soporifero in cui, se gli attori avessero scoreggiato al posto di recitare, in pochi se ne sarebbero accorti. E quei pochi avrebbero pure apprezzato.

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