Extended Mind
cog in action!

The Aniston’s Neuron

Da qualche tempo si sta sempre più affermando, nelle scienze cognitive, una linea di pensiero secondo cui ogni nostro processo cognitivo non può essere limitato ad una singola area, regione, o addirittura neurone. Si pensa, infatti, che ogni nostro atto di pensiero sia altamente distribuito. Questo vuol dire che, se da una parte esistono delle regioni specializzate in particolari funzioni, è vero anche che i neuroni di queste stesse regioni partecipano in modo significativo anche ad altre funzioni: il fatto che i neuroni che elaborano l’informazione visiva siano posti per la maggior parte nel lobo occipitale, non vuol dire affatto che lì e solo lì avvenga il processamento dell’immagine: ogni scena visiva, infatti, ha bisogno di essere integrata con una quantità altissima di altre informazioni; solo così è possibile costruire quella scena altamente integrata, completa e coerente che va sotto il nome di coscienza. Cosa dire della memoria, allora? E’ possibile trovare la sede di un ricordo? Mhhhh… E’ più facile che un “ricordo” o engramma sia sparso (distribuito) per il cervello secondo i vari elementi che lo compongono: poi, al momento opportuno, esso viene letteralmente ricostruito a partire da ogni suo singolo frammento ( e questo spiegherebbe il perchè, nella maggior parte dei casi, un testimone non è un soggetto poi così affidabile…).

Ma è realmente così che funzionano le cose? Nessuno lo sa; chi a suo tempo aveva proposto che non vi era alcuna ragione per rifiutare l’ipotesi che potesse esistere la “cellula della nonna” (cioè, una cellula che rispondeva solo al volto di nostra nonna, etc., etc.), in breve tempo dovette subire una valanga di critiche e prove a favore del contrario, ovvero che un singolo neurone, da solo, non può fare nulla… figuriamoci riconoscere la nonna!… O no?

Koch, che da tempo produce ricerche a favore della teoria “un neurone-un concetto” con sorprendenti risultati, ha da poco presentato al Forum internazionale di neuroscienze tenutosi a Vienna, il caso di una donna che possedeva un neurone che scaricava solo in risposta al concetto “Jennifer Aniston”. Nulla di straordinario, però. Come quello della signora, è da tempo nota la presenza di singoli neuroni che si attivano in risposta ad un solo stimolo, mentre per il resto del tempo rimangono silenti. Cosa vuol dire? Questo dato dovrebbe invalidare la ricerca sui circuiti neurali e trovare una strada alternativa, forse alla ricerca dei ricordi perduti?? Macchè macchè.

State benone.

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2 Risposte to “The Aniston’s Neuron”

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