Extended Mind
cog in action!

Nel segno di David Kirsh – parte I

Quanto detto nel precedente post può risultare banale, curioso e oscuro allo stesso tempo. Banale perchè è ovvio che lo strumento che viene usato deve essere studiato insieme a colui che lo usa; curioso perchè non sempre ci si pensa a quanto dobbiamo agli oggetti che ci circondano; oscuro perchè di quanto detto sinora, senza una spiegazione, non se ne può cavare nulla.
Fino a poco più di un decennio fa, l’immagine che le scienze cognitive ci davano dell’uomo, era quella di un soggetto che, di fronte a un problema, con la sola forza del ragionamento, era in grado di pianificare una soluzione. Questo, in parte, è un modo di pensare sbagliato. L’uomo, udite udite, non è un computer. E’ molto di più. Abbiamo la fortuna di essere dotati di un corpo che, all’alba dell’evoluzione, ci ha permesso di mangiare, spostarci e riprodurci, senza alcun bisogno di sfruttare un pensiero di tipo simbolico: l’unico processo cognitivo (mi si permetta di chiamarlo così) era l’azione. Muovendosi nell’ambiente e manipolando gli oggetti, l’essere umano ha avuto la possibilità di evolvere un organo, il cervello, che gli permettesse di compiere movimenti sempre più fini e articolati: sto dicendo che il cervello è nato per controllare il corpo (e questa è la parte banale); ma sto dicendo anche che il nostro modo di ragionare dipende dal corpo (e questa è la parte oscura). Facciamo un esempio. E’ diffusa l’opinione che l’uomo sia un essere assolutamente pigro. In questa descrizione mi ci rispecchio in pieno. Tale pigrizia si riflette in una miriade di atti quotidiani, specialmente quando si tratta di ragionare, scegliere e decidere (con grande gaudio di tutti coloro che ci vendono un prodotto). Caratteristica, quella di avere dei cervelli pigri, che non nasce da una scarsa volontà, ma è un elaborato principio economico per cui è impossibile elaborare tutte le informazioni che ci giungono; laddove è possibile prendere delle scorciatoie, il nostro cervello le imbocca tutte. E’ per questo che compriamo una macchina che ci ha colpito per una sua caratteristica assolutamente inutile ma molto attraente, anche se consuma come boeing 777…
Tale limite nel processamento di informazioni, e qui arrivo al punto, trova un rimedio inaspettato: il corpo.

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Una Risposta to “Nel segno di David Kirsh – parte I”

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